Io arrivo da Giove di Luca Pastore, 2001

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IO ARRIVO DA GIOVE

2001, Italia.
Betacam, 48′, col.

Regia, soggetto e sceneggiatura: Luca Pastore; fotografia: Luca Pron; riprese videobox: Liborio L’Abbate; fonico videobox: Davide Giglio; trattamenti grafici: Alessandra Finarino; montaggio: Claudio Staniscia; musica: Madaski; produzione:  Legovideo, Regione Piemonte; distribuzione: Documè.

Premio Speciale – Documentary Competition al Torino Film Festival 2001.

Gli interventi, le storie, i deliri e i punti di vista che compongono il film sono stati raccolti all’interno di un videobox che è stato allestito in 18 discoteche piemontesi. Chiunque poteva entrare nel videobox e fare il proprio intervento. Sono stati registrati circa 1000 interventi di ragazzi e giovani appartenenti a quello che, in modo molto sbrigativo e superficiale, viene solitamente definito il ‘popolo delle discoteche’: si va dalla goliardia alla confessione, alla denuncia, al racconto di un episodio, di un sogno, all’euforia decisamente ‘chimica’, al semplice silenzio. Il materiale raccolto è stato scremato e selezionato: il risultato di questa selezione è l’ossatura di Io arrivo da Giove.
Le testimonianze del videobox sono per lo più utilizzate come audio fuoricampo, sorta di ‘coro’ di pensieri a supporto di una galleria di ritratti di giovani fuori e dentro la discoteca, nei centri commerciali, nei quartieri-dormitorio torinesi, all’interno delle loro case, che sono stati realizzati successivamente nel tentativo di creare un rapporto surreale fra le voci e i volti silenziosi.

«Un campionario sufficientemente rappresentativo di linguaggi, volti, idee, rumori e suoni di una generazione, realizzato senza la mediazione del formato intervista e senza nessunissimo intento retorico o analitico. È così sorprendente come, in più di una occasione, ci si ritrovi a constatare la distanza tra il clichè del giovane discotecaro e la realtà» (Luca Pastore).

Luca Pastore (Torino, 1961) ha fondato nel 1983 la casa di produzione Legovideo. Con il suo socio Alessandro Cocito («Cocito & Pastore») ha realizzato numerosi contributi che uniscono videoarte e televisione, soprattutto per Raitre. Critico musicale per «il manifesto» dal 1994 al 1997, lui stesso musicista (suona con i Fluxus), realizza sonorizzazioni e colonne sonore. Ha curato la regia di numerosi documentari, clip musicali, filmati per enti e istituzioni, videomagazine e corti per la tv, oltre ad alcune installazioni videoartistiche per vari enti museali.
Filmografia: “Orizzonti di gloria” (cm,1984, co-regia Luca Gasparini), “Il processo” (cm, 1984), “Ultima spiaggia” (cm, 1986), “Adieu Dalí” (1987), “Unoequattordici” (cm,1988), “Intervalli italiani ed europei” (cm, 1989-1992), “Ufficio di collocamento” (cm, 1993), “Ira” (1994), “Senza titolo” (cm, 1995), “Subaquea” (1997), “Welat/Patria” (1996-1999), “Derelict Land” (cm, 1999), “Le due orfanelle” (2000), “Dopo?” (cm, 2000), “Eredità di una rivoluzione” (2000), “Cortile d’acqua” (2001), “Io arrivo da Giove” (2001), “Come fossili cristallizzati nel tempo” (2002), “Dovevano almeno ottenere di fare la rotazione” (2003); “I dischi del sole” (2005).

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