Sonar 2007. focus SonarCinema

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Sònar 2007
14° Festival Internacional de Musica Avanzada y Arte Multimedia de Barcelona.
14, 15, 16 Junio 2007
CCCB, Centre d’Art Santa Monica, Fira Gran Via – Barcelona

[ecco dove saremo nei prossimi giorni]

Come ogni anno l’Auditorium del Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB) ospiterà durante le tre giornate di festival SONARCINEMA.
A ben guardare ciò che manca alla sezione SonarCinema è proprio il cinema. Quel cinema che va sotto il nome di film. Tutto tranne i film. E questa assenza non è per niente casuale o episodica dal momento che spesso, in questa tipologia di festival musicali, viene posta grande attenzione soprattutto alle sperimentazioni audiovisive a discapito di ciò che comunemente chiamiamo film. Proprio da questo scarto nasce l’idea DJCINEMA, ma questo è un altro discorso.

SonarCinema

>programma

Awesome; I Fuckin’ Shot That! (90 min)
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Dir. Nathaniel Hörnblowér
Cinquanta videocamere, cinquanta punti di vista differenti dai quali osservare – dall’interno – il concerto che il 9 ottobre 2004 i Beastie Boys hanno tenuto al Madison Square Garden di New York. Il risultato sono 75 ore di girato condensati in 90 immersivi minuti di visione; unità di tempo e luogo restituita attraverso un punto di vista molteplice. Dietro lo pseudonimo di Nathaniel Hörnblowér si nasconde Adam Yauch, ovvero MCA, sodale collaboratore del trio più celebre dell’hip-hop mondiale.

Koichiro Tsujikawa (50 min) curated by Hybrid
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Attraverso una retrospettiva dei suoi miglior videoclip si avrà modo di cogliere il particolare stile del regista giapponese Koichiro Tsujikawa, conosciuto ai più per la sua collaborazione con Cornelius (per il quale ha realizzato pure l’ultimissimo "Like a Rolling Stone"). Il suo stile totalmente personale si caratterizza per una visione surreale della realtà e si concretizza attraverso una tecnica capace di modulare il più sfrenato high-tech con le tradizionali tecniche di stop-motion.

Zidane, un portrait du 21e siècle (90 min)
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Dir. Douglas Gordon and Philippe Parreno
Zidane nei panni di se stesso. È il 23 aprile del 2005, 17 telecamere sincronizzate, dirette dal grande operatore Darius Khondji, sono entrate nello stadio del Real Madrid, il Santiago Bernabeu. Tutti gli obiettivi sono su Zinédine Zidane, pluricampione di origini franco-algerine, spesso considerato uno tra i migliori giocatori del mondo, che nella sua carriera calcistica ha vinto praticamente tutto. Zizou viene ripreso per tutti i novanta minuti della partita, spesso in primi piani del volto, del corpo e, naturalmente, dei piedi. L’esperienza su cui i registi si concentrano è di tipo sinestetico. Lo spettatore viene immerso nel viso e nei movimenti del giocatore, corre accanto a lui. Il cinema riesce così a destrutturare il concetto di evento: ci si dimentica di assistere a una partita di calcio e l’avvenimento sportivo viene meno. Si corre accanto al giocatore, il sudore scende dalla testa di Zidane, ci si concentra sulle espressioni, immobili e tese, del taciturno protagonista, uno che alle parole preferisce il pallone, con il quale sembra danzare. Il documentario passa attraverso prodezze e tempi morti, tattiche e pensieri fuori campo, nel tentativo di scoprire l’uomo che c’è dietro allo sportivo. Frutto di un grande lavoro sul montaggio e sul suono, quest’ultimo rilavorato interamente in studio (dai cori dello stadio alla palla colpita dagli scarpini), il film ha partecipato fuori concorso nella sezione Un Certain Regard all’edizione 2006 del Festival di Cannes e in Francia è stato distribuito nelle sale con grande successo di pubblico. Colonna sonora realizzata dai Mogwai, ovviamente presenti al Sonar.

Devo (30 min)
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I videoclip dei Devo sono stati fra i primi esempi di pop culture post-moderna, capaci di anticipare i tempi e di dettare le linee di tendenza per gli sviluppi di questa attività. Lo-fi e kitsch, i video dei Devo sono stati anche una riflessione sul contemporaneo. La selezione compiuta dal Sonar, in occasione della loro prima esibizione europea dopo più di quindici anni, si pone l’obiettivo di fare giustizia e ricordare la centralità del loro apporto al mondo della musica come oggi lo conosciamo. Si potrebbe forse dire che prima di MTV ci furono i DEVO.

Sónar around the world. Import/Export
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L’autoreferenzialità è una malattia inevitabile. Questo documentario realizzato dalla Televisió de Catalunya ripercorre i quattordici anni del festival seguendo gli organizzatori per un intero anno in giro per il mondo. Da evento locale il Sonar si è trasformato con gli anni in una fabbrica di creatività che ha contagiato l’inero pianeta, giungendo fino a Buenos Aires, a Tokio come pure a Seoul.

Too Much Reality, curated by Pauline Doutreluingne and Beatriz Leanza (30 min)
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La Cina sarà per la prima volta presente al Sonar con una nutrita rappresentanza dei suoi più talentuosi musicisti di musica avanzata. Anche la sezione cinematografica del festival dedica all’enorme paese asiatico una retrospettiva, curata da Pauline Doutreluingne e Beatriz Leanza di Platform China, che porterà in scena 5 cortometraggi (due dei quali sono animazioni) che testimoniano l’enorme varietà dell’offerta creativa del gigante asiatico.

QOOB.TV (30 min)
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Una delle poche presenze italiane di questa quattordicesima edizione del Sonar è il canale digitale Qoob (sviluppato da Telecom Italia Media in collaborazione con MTV Italia) che attraverso una selezione dei migliori contributi audiovisivi uploadati dagli utenti porterà in scena il potenziale artistico del web. Dopotutto il suo motto è “Broadcasting Ideas”.

Derailroaded: Inside the Mind of Wild Man Fischer (85 min)
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Descritto come il collegamento mancante fra Syd Barrett e Homer Simpson, Larry “Wild Man” Fischer è una leggenda vivente del songwriting d’autore ed una delle voci più eccentriche dell’underground americano delle ultime tre decadi. “Derailroaded”, il documentario diretto da The Ubin Twinz, segue il percorso artistico di questa figura di cult – musicista “barbone”, cantante psicotico, artista paranoico – che ha affascinato Frank Zappa (con il quale ha collaborato per due dischi) ed altre celebrità della controcultura pop nordamericana, compreso Mark Mothersbaugh (membro di Devo, ma anche ottimo compositore per il cinema) con il quale ha registrato molti dei suoi leggendari album.

Black and White – Electronic Short Films (40 min)
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L’uso del bianco e nero, come pure di metodi anti-convenzionali, è l’unico tratto comune che lega fra loro le differenti opere presentate in questa selezione che include alcuni dei più interessanti artisti della scena audiovisiva digitale degli ultimi cinque anni. Opere in cui la grafica e la musica elettronica tendono a fondersi indissolubilmente fra loro.

Short sound films, curated by Zev Robinson (40 min)
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Il video artista, fotografo, pittore e curator Zev Robinson, responsabile del progetto Artafterscience, seleziona un’eterogenea rosa di cortometraggi in cui la musica ed il suono hanno un ruolo centrale. Robinson realizza un compendio di vario audiovisivo che spazia dalla militanza di Jem Cohen all’acutezza del leggendario Negativland, dell’estetico ed insolito Dionis Escorsa allo scrupoloso lavoro dell’artista belga Anouk De Clerq.

Clips (40 min)
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Ampia selezione dei migliori videoclips degli ultimi anni. Ad oggi però non è ancora dato sapere cosa si vedrà. C’è da fidarsi?

 

link:
Sonar. official site
SonarCinema.
Digicult presenta il festival.

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1 commento

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