vj-set numerouno @ Leoncavallo

DJCINEMA vj-set

Vjing MANIFESTO >>> L’idea di iniziare a fare vjing nasce fondamentalmente per gioco o, se si preferisce, da un’attitudine. Nulla di particolarmente complesso o dotato d’un qualche tipo di talento. «Il talento fa quello che vuole, il genio quello che può. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento». La voglia che ci ha mosso è quella di creare tappeti visivi in costante movimento intessuti di interminabili sequenze di frame (senza distinzione fra immagine statica ed immagine in movimento) che incessantemente si montano (dal termine cinematografico ‘montaggio’) fra loro, generando flussi di senso. Sequenze filmiche, composizioni di frame, immagini d’affezione, scatti rubati, lampi di colore, interi film, videoclip, cortometraggi e documentari… Da una libreria infinita di elementi eterogenei peschiamo percorsi di senso, improvvisando ciò che uno spettatore contiene in sé con precisione scientifica. Velocità e ripetizione sono le regole del nostro gioco visivo, gli estremi da fare dialogare, per sfuggire all’inutilità dei virtuosismi tecnici fini a se stessi (svuotati d’ogni senso). I vj-set DJCINEMA intendono illustrare agli occhi ciò che vogliamo dire affermando che DJCULTURE + CINEMA = DJCINEMA. Vj-set tautologici, interni al progetto complessivo di esplorazione del rapporto interdisciplinare oggetto della nostra attenzione.

numerouno @ leoncavallo >>> il vj-set che abbiamo realizzato il 5 maggio al Leoncavallo (accompagnamento visivo ai set di Patrick Di Stefano, Marcelo Tag, Tek, RadioMarelli) ha preso le mosse dal film Sangue – La morte non esiste e si è sviluppato dialogando davanti al laptop con Libero De Rienzo. L’incredibile opportunità di avere al fianco il regista del film ha permesso di esplorare con attenzione le sequenze di frame selezionate dal film, la presenza del direttore della fotografia (Francesco Di Giacomo) ci ha poi stimolato ad una maggiore attenzione nella gestione delle dimensioni dell’immagine di output. La curiosità di Libero ci ha portati a percorrere la strada della continua variazione d’effetti su di un range ristretto di successioni d’immagini, una frenetica esplorazione della library Resolume. Le particolari condizioni di luce della sala hanno richiesto un output particolarmente luminoso ed intermittente, capace di illuminare la fosca outsideroom. Abbiamo poi proseguito il set proponendo una quantità considerevole di citazioni cinematografiche, brevi loops, flash video e qt video. Nessun testo scritto, solamente i caratteri DJCINEMA sono apparsi sul (pessimo) telo della proiezione; ossessivamente ripetuti per tutta la durata della performance (circa 5 ore).

Elenco sommario delle fonti cinematografiche utilizzate durante il vj-set del 5 maggio.

24 Hour Party People di Michael Winterbottom, 2002.
25th Hours (La venticinquesima ora) di Spike Lee, 2002.
Amnèsia di Gabriele Salvatores, 2002.
Andy Warhol’s Exploding Plastic Inevitable with The Velvet Underground di Ronald Nameth, 1966.
be.Angeled di Roman Kuhn, 2001.
Beat Street di Stan Lathan, 1984.
Clubbed to Death (Lola) di Yolande Zauberman, 1996.
The Devil’s Reject (La casa del diavolo) di Rob Zombie, 2005.
Delitto sul Po di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, 2001.
Drawing Restraint 9 di Matthew Barney, 2005.
Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello) di Michel Gondry, 2004.
Il Federale di Luciano Salce, 1961.
Forbidden Planet (Il pianeta proibito) di Fred MacLeod Wilcox, 1956.
Groove di Greg Harrison, 2000.
Human Traffic di Justin Kerrigan, 1999.
It’s all gone Pete Tong di Michael Dowse, 2004.
Lola rennt (Lola corre) di Tom Tykwer, 1998.
The Wizard of Oz di Victor Fleming, 1939.
Maestro di Josell Ramos, 2003.
Metropolis di Fritz Lang, 1927.
Milano calibro 9 di Fernando di Leo, 1972.
Millennium Mambo di Hou Hsiao-Hsien, 2001.
Mulholland Dr. di David Lynch, 2001.
Party Monster (documentario) di Fenton Bailey e Rendy Barbato, 1998.
Party Monster di Fenton Bailey e Rendy Barbato, 2003.
The Prisoner (tv series), 1967.
Rabbit di David Lynch, 2002.
Rave Macbeth di Klaus Knoesel, 2001.
RoboCop di Paul Verhoeven, 1987.
Sangue – La morte non esiste di Libero De Rienzo, 2005.
Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera) di John Badham, 1977.
The Last Days of Disco di Whit Stillman, 1998.
The Raspberry Reich, Bruce LaBruce, 2004.
Trainspotting di Danny Boyle, 1996.
Un tranquillo posto di campagna di Elio Petri, 1969.
The Wild Blue Yonder di Werner Herzog, 2005.

vj-set booking at: djcinema@email.it

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1 commento

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