DJCINEMA @ in_put – 5 maggio Leoncavallo (Milano)

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Sabato 5 maggio 2007 a partire dalle ore 22.00 @ Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo (via Watteau, 7 – Milano)

Prosegue al Centro Sociale Leoncavallo la rassegna di cultura elettronica in_put con un ospite d’eccezione: il britannico Dj Fresh (Bad Company, Breakbeat Kaos) che proporrà il suo inconfondibile sound drum’n’bass. in_put è una one night mensile proposta dai dj e producers milanesi b_team & the electricalz creata con l’intenzione di dare vita ad un appuntamento mensile di divulgazione della cultura elettronica sotto forma di musica e immagini, la cui spinta nasce dall’assenza, in una città come Milano, di spazi culturalmente liberi e aperti ad un pubblico ampio ed eterogeneo. La proposta artistica mira a creare una contaminazione tra gli stili differenti che le due crew organizzatrici propongono, con l’obiettivo di mettere in relazione più tipologie di appassionati delle sonorità elettroniche.

MAIN ROOM

OUTSIDER ROOM

Dj Fresh (Bad Company, Breakbeat Kaos)

the electricalz LIVE

b_team djs + dj Skizo (Mother Inc.)

Marcelo Tag/Tek (Nasty Records-To)

Mike V & Tode (Mother Inc. & Back 2 Back)

Patrick Di Stefano (Tonimusic-To)

visual : Lab9 & Studio 2012

visual : DJCINEMA

All’interno di questo contesto il progetto culturale DJCINEMA ha trovato spazio per proporre una nuova tappa al suo complesso sviluppo, instaurando una partnership con the electricalz.

DJCINEMA è un progetto culturale concepito sotto forma di evento itinerante, dedicato all’esplorazione dei rapporti tra “dj culture” e cinema, finalizzato a nuove forme di fruizione e produzione culturale. L’idea principale del progetto è quella di proporre collegamenti fra ambiti artistici differenti in contesti di fruizione normalmente non dedicati all’esplorazione interdisciplinare. Per realizzarlo collaboriamo di volta in volta con realtà e contesti diversi, spaziando dai club ai centri sociali, dai circoli alle cineteche.

L’intervento di DJCINEMA nella serata si articolerà in tre differenti momenti:

– proiezione del film SANGUE – LA MORTE NON ESISTE di Libero De Rienzo (Italia/2005, 104′)

– Ri-sonorizzazione del film MILANO CALIBRO 9 di Fernando Di Leo (Italia/1972, 35′ ca.) ad opera di the electricalz

VJ-SET cinematografico

SANGUE – LA MORTE NON ESISTE
A partire dalle ore 22 faremo la festa di compleanno all’esordio dietro la macchina da presa di Libero De Rienzo. Saranno presenti il regista ed il cast che introdurranno la pellicola, raccontandoci come sono riusciti a realizzare quel che altrimenti sarebbe rimasto solamente un’utopia.

Il film di Libero De Rienzo contiene al suo interno la descrizione dei sogni e delle paure (come anche delle gioie) d’una intera generazione. È come se un catalogo di immagini-frasi e suggestioni fosse impresso sulla pellicola. Film generoso e dunque coraggioso, pezzo raro di cinema italiano capace di spogliarsi da pretestuose citazioni esterofile e di calarsi completamente nell’Italia della metà del primo decennio dell’anno duemila. Le guardie (poliziotti o carabinieri post G8 genovese), per i giovani di questi anni, non possono più possedere alcuna simpatia (tanto cari a tanta commedia italiana del passato e ad ogni televisione nazionale), sono semplici nemici dei quali non si comprende né il senso né la logica. Il rave party non è presentato come semplice luogo ad effetto entro il quale far esplodere le idiosincrasie dei personaggi, ma come esempio scalcinato d’un mondo possibile perchè reale, dove essere scevri da ogni apparenza.
Suddiviso in due atti ed un epilogo comico, il film attraversa le vite di Stella e Iuri, due fratelli legati da un amore profondo e viscerale che cancella ogni convenzione e corre libero e furioso a tutta velocità.
Nelle sale è uscito il 5 maggio 2006, ma solo in 8 copie ed in cinque città. È piaciuto all’estero ma è quasi invisibile in Italia. Oltre alle motivazioni interne al progetto DJCINEMA la scelta di un film come Sangue – La morte non esiste vuole essere uno strumento per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico potenziale del film, costituito da quella “gioventù” contemporanea e metropolitana ottimamente messa in scena dalla pellicola.

MILANO CALIBRO 9
35 minuti per celebrare una pellicola cult vecchia di trentacinque anni, reinterpretata in chiave elettronica per mano del duo the electricalz. Un film fondamentale ed irrinunciabile che partendo dalle suggestioni noir di Giorgio Scerbanenco ci restituisce una Milano cinica e spietata, indagata con sguardo freddo e distaccato da un regista strepitoso che con il suo cinema ha influenzato registi del calibro di Quentin Tarantino che più volte ha dichiarato il suo amore per questa pellicola e della quale da tempo sogna un remake.

VJ-SET cinematico
Fino alle prime luci dell’alba, accompagnando le sonorità techno dei torinesi Marcelo Tag/Tek e Patrick Di Stefano, proporremo un vj-set monstre che shakererà fra loro i film che compongono la nostra personalissima cineteca, alla ricerca di nuovi significati e collegamenti, per illustrare il nostro progetto e giocare con la settima arte.

link:
Leoncavallo s.p.a. spazio pubblico autogestito
the electricalz
Sangue – La morte non esiste

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Human Traffic di Justin Kerrigan, 1999

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HUMAN TRAFFIC

(Human Traffic, UK-Ireland/1999, 99′)

Regia e sceneggiatura: Justin Kerrigan
Montaggio: Patrick Moore
Fotografia: David Bennett
Musiche originali: Mathew Herbert e Rob Mello
Supervisore alle musiche: Pete Tong
Scenografie: David Buckingham
Costumi: Claire Anderson
Make Up & Hair Design: Tony Lilley
Responsabili casting: Sue Jones e Gary Howe
Produttori associati: Rupert Preston e Arthur Baker
Co-produttori esecutivi: Michael Wearing, Nigel Warren-Green e Kevin Menton
Produttore esecutivo: Renata S. Aly
Produttori: Allan Niblo e Emer McCourt per Fruid Salad Films
Anno: 1999
Durata: 99′

Premi:
Golden Hitchcock (Justin Kerrigan) @ Dinard British Film Festival 1999
Best Director & European Cinema Award (Justin Kerrigan) @ Thessaloniki Film Festival 1999
Best Camera (Dave Bennett) – Best Director (Justin Kerrigan) – Best Drama (Allan Niblo) @ BAFTA Wales Awards 2000
Jury Prize (Justin Kerrigan) @ Bermuda International Film Festival 2000
Special Prize of the Jury for Best European Feature (Justin Kerrigan) @ Brussels International Film Festival 2000

Interpreti: John Simm (Jip), Lorraine Pilkington (Lulu), Shaun Parkes (Koop), Danny Dyer (Moff), Nicola Reynolds (Nina), Dean Davies (Lee), Justin Kerrigan (Ziggy Marlon).

La scheda del film su IMDb

Il venerdì notte – il week-end – come luogo e rito allo stesso tempo. Il Club, la discoteca diventa punto nevralgico d’una generazione intera. Rito e rituale le parole attorno alle quali osservare questa commedia divertente (a tratti decisamente stupida) e piena di trovate di regia.
Se da una parte la serata serve per dimenticare tutti i problemi della settimana, dall’altra questi pensieri riaffiorano sottoforma di paranoie spinte nella mente ad una pressione ancora maggiore. E’ forse proprio in questo distonico movimento consapevole che risiede il fascino di questo rituale. Una specie di terapia di gruppo svolta con l’ausilio dell’MDMA, che del resto fu sintetizzato come sostanza per le terapie di gruppo (di coppia in particolare).

“E’ un mondo pazzo, ma sono fiero di farne parte” dice Jip citando Berlitz nella conclusione del film.

Esordio alla regia dell’allora venticinquenne Justin Kerrigan, che dopo questa pellicola non ci risulta abbia fatto più alcunchè in ambito cinematografico. Un paio di notazioni prima di passare la parola ad altro: compare nel film con un piccolo ruolo il mitico top dj Carl Cox, le musiche supervisionate dal leggendario Pete Tong sono state realizzate da Rob Mello e Mathew Herbert, due dj (soprattutto il secondo) che negli anni successivi al presente lavoro faranno parecchia strada nel gotha della musica elettronica europea e mondiale.

Riportiamo un articolo sul film, con annessa intervista, tratto dal sito Expanded Cinemah e reperibile al seguente URL

È arrivato l’uragano human traffic, il ritratto dell’ultima generazione, più giovane di quella di Trainspotting, ancora una generazione chimica, impasticcata, balorda, cui non mancano pensieri profondi, con i soliti problemi dell’adolescenza, i primi incanti della vita, il lavoro o più che altro la disoccupazione, il sesso come termometro di ogni giornata, le prestazioni amorose con i precisi dettagli anatomici al centro di ogni piccola discussione, il gergo infarcito di parolacce e lo sballo, obbligatorio, di ogni fine settimana, che permette di abbandonare l’odiato lavoro per rintracciare, nella perdita dei sensi, l’espansione della coscienza, la totale comunicazione con gli amici come con gli estranei. Luogo d’elezione sono il pub con i suoi fiumi di birra e la discoteca, col battito devastante della musica, lo scratching sul vinile.
Il regista Justin Kerrigan ha soltanto venticinque anni, e, grazie al premio (soldi destinati al film successivo) ricevuto all’International Film Festival del Galles per il cortometraggio Portrait of a Director (Ritratto di un regista), ha girato quest’opera dallo stile devastante. Bastano, infatti, pochi minuti, per capire, che il linguaggio di Kerrigan è basato sulla velocità del montaggio, sulle deformazioni ottiche di primi piani nei quali i protagonisti si rivolgono direttamente alla macchina da presa e quindi al pubblico.
I riferimenti di Kerrigan (lui cita anche Woody Allen) sono chiarissimi. Una sorta di miscela tra Spike Lee e Quentin Tarantino. Kerrigan, tuttavia, non costruisce storie particolari: non ci sono rapine né criminali, non c’è razzismo. In primo piano sono i conflitti interni dei protagonisti, la paranoia quotidiana dilagante, la mancanza di senso delle loro vite, con gli adulti colpevoli e responsabili di una società fondata su forme di lavoro frustranti, umilianti, che annullano penosamente l’eccitazione creativa degli adolescenti. Alla fine i due milioni e passa di disoccupati possono considerarsi dei privilegiati, perché il loro stato li sottrae dai lavori da schiavi. Sono molte le sequenze indimenticabili: il balletto del fast food, con gli impiegati, tutti giovanissimi e in divisa, che si muovono in una danza nevrotica, come dei robot in una catena di montaggio; la sodomizzazione non tanto simbolica da parte del superiore ai danni di uno dei protagonisti (riferimento autobiografico, Kerrigan è stato commesso in una jeanseria) tra i pantaloni e i vestiti del negozio di abbigliamento dove lavora; l’inno nazionale britannico trasformato in canzoncina contro l’ipocrisia del paese.

Conferenza stampa con Justin Kerrigan (Regista), Shaun Parkes (Attore) Allan Niblo e Renata Aly (Produttori), Patrick Moore (Montatore)

Il tuo film è chiaramente un documento generazionale straordinario. Quanto è importante l’ironia nel trattare temi scottanti come la droga?
Justin Kerrigan: “La questione sulla droga non è la mia opinione, ma ciò che succede alla gente oggi. È un film basato, comunque, moltissimo sull’amicizia”.

Il film è stato mostrato in UK?
Renata Aly, Shaun Parker “Abbiamo avuto molte recensioni positive: La paranoia di questi gruppi di ragazzi è un dato di fatto, come quello che la gente lavora tutta la settimana per sfogarsi nel week end, ma è un fatto che riguarda anche le altre generazioni.”

Cosa ne pensate della velocità di diffusione che sta ottenendo il film?
Allan Niblo: “Penso che la musica condizioni moltissimo la diffusione dei film, i temi giovanili, i loro problemi sono affrontati in modo diverso, più naturale ed autentico rispetto alla maniera scontata e banale della maggior parte di magazines. Purtroppo i media trattano le droghe in modo completamente diverso, solo per un fatto economico. Sugli alcolici lo Stato non dice niente perché incassa miliardi”.

Sarete come i genitori descritti nel film quando avrete quarant’anni?
Tutti: “Forse sì”.

La paranoia è molto reale, così come i problemi delle esperienze sessuali, sembra quasi che non ci sia una via d’uscita, la paranoia è dentro i personaggi.
Justin Kerrigan: “L’inno inglese trasformato ci dice, infatti, come ciascun inglese dovrebbe comportarsi abbandonando le ipocrisie quotidiane. La paranoia è un fenomeno diffuso, ma rispetto ad altri film – prendi Trainspotting, l’assunzione di droga lì provocava degli eventi terribili come la morte di un bambino – il centro di Human Traffic è sì la paranoia giovanile, ma le conseguenze non sono mortali, e si percepisce che l’assunzione di droghe sarà comunque un fatto temporaneo per i protagonisti, un momento che riusciranno a superare attraverso l’amore e l’amicizia”.

Sangue – La morte non esiste, Recensione n.1

Il film di Libero De Rienzo contiene al suo interno la descrizione dei sogni e delle paure (come anche delle gioie) d’una intera generazione. E’ come se un catalogo di immagini-frasi e suggestioni fosse impresso sulla pellicola. Film generoso e dunque coraggioso, pezzo raro di cinema italiano capace di spogliarsi da pretestuose citazioni esterofile e di calarsi completamente nell’Italia della metà del primo decennio dell’anno duemila. Le guardie (poliziotti o carabinieri post G8 genovese), per i giovani di questi anni, non possono più possedere alcuna simpatia (tanto cari a tanta commedia italiana del passato e ad ogni televisione nazionale), sono semplici nemici dei quali non si comprende nè il senso nè la logica.

Il rave party non è presentato come semplice luogo ad effetto entro il quale far esplodere le idiosincrasie dei personaggi, ma come esempio scalcinato d’un mondo possibile perchè reale, dove essere scevri da ogni apparenza.

Suddiviso in due atti ed un epilogo comico, il film attraversa le vite di Stella e Iuri, due fratelli legati da un amore profondo e viscerale che cancella ogni convenzione e corre libero e furioso a tutta velocità.

Nelle sale è uscito il 5 maggio 2006, ma solo in 8 copie ed in cinque città; nonostante la distribuzione infame ha incassato 30.096 €, ha vinto due premi al “Brooklyn International Film Festival” (miglior film e premio speciale della giuria), partecipato a parecchie rassegne sù e giù per l’Italia, ed è stato abbondantemente stroncato dalla critica italica.

LA SCHEDA DEL FILM