Netmage 07 – Intervista a Emiliano Montanari

NETMAGE 07 – MONTANARI

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In occasione dell’edizione 2007 del festival Netmage, Digicult in qualità di media partner presenta una serie di approfondimenti e riflessioni sui progetti speciali commissionati e prodotti dal festival con alcuni artisti italiani e internazionali. Gli approfondimenti sono curati e realizzati da Silvia Bianchi, coordinatrice e direttore del portale VjCentral.it.

Questo primo approfondimento è dedicato al progetto Eyerophany – Seeing with no one’s eye di Emiliano Montanari/Enrico Ghezzi/Asja Bettin/David Lynch/Angelo Badalamenti/Trentemøller/AAVV

Emiliano Montanari/Enrico Ghezzi/Asja Bettin/David Lynch/Angelo Badalamenti/Trentemøller/AAVV
Eyerophany – Seeing with no one’s eye
live-media
produzione Netmage 07

Emiliano Montanari è director dell’operazione “Seeing with no one’s eyes” , un evento di magia che presenta e trasforma la nuova sconvolgente performance live di David Lynch in una session composta da interventi separati unica derivazione di una ricerca sul vedere con l’occhio di nessuno, che convoglierà insieme notasoul/ seeing with no one’s eye di Enrico ghezzi e Shoa(Eye) di Asja Bettin, e i cortocircuiti cinematici di Thomas Pynchon, Paul Virilio, Hideo Kojima e altre apparizioni misteriose.

‘Vedere con l’occhio di nessuno’ è la formula magica di questa performance ambientata nel cuore del mistero più oscuro, una seduta senza spiriti che chiama l’apparizione e la realizzazione dell’impossibile atto di vedere con l’Occhio Misterioso.

Un live movie vero e proprio che nasce e si sviluppa sulla rete, ultima frontiera della ricerca di Lynch, che ha creato INLAND EMPIRE a partire da un ‘esperimento sul net e che stà procedendo nella auto-distribuzione del suo ultimo capolavoro attraverso un progressivo abbandono dello schermo ed una ricerca di sconfinamento nel reale.

Una performance con base urbana la cui trama si intreccia con connessioni e cortocircuitazioni remote grazie ad una reinvenzione cinematografica che vedrà tra gli altri la partecipazione di Enrico Ghezzi , creatore di fenomeni mediatici di culto come Blob e Fuori Orario , Asja Bettin , performer losangelino-berlinese e sperimentatore cine-video-teatrale ed Emiliano Montanari , creatore di eventi e movimenti quali Filming Machine , Lapsus Cannibals e Digital Detour oltre allo straoridario intervento di David Lynch, regista cinematografico autore di capolavori come Velluto Blue , Twin Peaks, Lost Highway, Mulholland Drive e l’ultimo INLAND EMPIRE in una operazione di reinvenzione cinematografica.

La parte musicale sarà affidata ad Angelo Badalamenti , compositore e musicista, alter ego musicale e ‘sonic-twin’ di David Lynch e al giovane artista danese Anders Trentemøller , autore nel 2006 di The Last Resort, probabilmente uno dei dischi più importanti degli ultimi anni che affonda chi lo ascolta in un clima abissale e narcotico fra la dub più cangiante e l’ambient più siderale, il folk più mutante e le ritmiche più destrutturate.

Emiliano montanari ci racconta in anteprima com ha diretto questa operazione.

Silvia Bianchi: Come ha lavorato sul testo di Lynch e sulle musiche di Badalamenti per creare un´esperienza che porti lo spettatore a “Vedere con l’occhio di nessuno”? Immagino che sia stata necessaria un´operazione di mediazione tra I vari livelli di produzione per dare vita ad un messaggio unico e ad una sensazione finale unitaria?

Emiliano Montanari: Non è facile rispondere a questa domanda vista la volontà di tutti i protagonisti di mantenere il massimo segreto sulla cosa. Vedere con il misterioso occhio di nessuno è il segreto desiderio che collega questo oscuro live-movie e avvicina Lynch, Ghezzi e me (e Stanley Kubrick…) da sempre. Eyerophany è una mediazione tra INLAND EMPIRE, Seeing with no one’s eye di Ghezzi e lo Shoa(Eye) di Bettin. Un desiderio espresso in formula magica da Enrico, una visione extra-occhio-soggetto, una supersoggettiva sull’extra-schermo e l’extra-mondo. Un Tentativo di magia, cosa non da poco all’ora presente.

Non c’è il realtà nessun messaggio, tanto meno un messaggio unico, e nessuna unitarietà né univocità, ma un atto di superamento che và oltre qualsiasi visione assoluta e/o molteplice.

Silvia Bianchi: Immagino che l´elaborazione del progetto sia avvenuta a distanza, come si è approcciato concretamente alla creazione del live e come ha lavorato con gli altri creatori?

Emiliano Montanari: Netmage è l’occasione per un atto filmante live-net capace (come la magica spezia del lynchano Dune) di annullare lo spazio. Una elaborazione extra-spaziale dove la distanza porta ancora più vicino. Un faraway so close totalmente free nell’approccio e nella performance, dove internet e la rete giocano un ruolo chiave. Tutto è nato via internet, così come il nuovo film di Lynch INLAND EMPIRE, e tutto ritorna e si gioca tramite una sorta di neo-rete che abbiamo reinventato per l’occasione. Lynch e Badalamenti performano connessi da Austin (Texas) e dal New Jersey sia con materiali pre-registrati e pre-realizzati (una live-movie ambient performance di Lynch filmata qualche settimana fa) che attraverso misteriosi materiali giocati live. Trentemoller, Ghezzi, Asja Bettin io Tyng Tiffany, Maruska Albertazzi e gli altri (mistero e sorpresa dell’ultimo istante) giochiamo live performado anche attorialmente.

Silvia Bianchi: Il vostro progetto è definito come appartenente al genere del Live Cinema, un filone di sperimentazione audiovisiva che ha avuto grande successo e sviluppo in questi ultimi anni. Quale è la sua esperienza in merito, ha già lavorato a progetti di questo genere prima di questo?

Emiliano Montanari: Davvero il cinema filmato e poi proiettato come opera chiuso-finita appare sempre più archeologico (e per questo paradossalmente più fascinoso) mutato-mutante dal videogame, dal netcinema e da tutto il divenire della nuova forma cinematica. Non soltanto per via di ciò a cui sto lavorando parallelamente, di cui conservo la semiclandestinità (estesa anche alla rete stessa) posso però dire che sto lavorando a qualcosa che porta l’interattività immagine/realtà ben oltre il limite del videogame e il live cinema, diciamo a bucare lo schermo dell’immagine e il frame di ciò che attualmente consideriamo realtà. E credo che Eyerophany ne sia un passaggio rilevante.

Silvia Bianchi: Come lavorerà concretamente nella gestione del Live e quindi nella rielaborazione del testo visivo?

Emiliano Montanari: Cortocircuitando in ripresa il live attoriale performativo con un live di immagini proiettate ma… cercheremo di tagliare il terrificante nastro di moebius prefilmato nel quale stiamo scorrendo…

www.myspace.com/trentemoeller

Creative Commons License


Fonte: Digicult.it >>> DIGICULT è un progetto di diffusione della cultura digitale e delle arti elettroniche in Italia. Si basa sulla presenza online di un portale aggiornato periodicamente sui temi della: Net Art, Hack Art, Software Art, Video Art, Elettronica, Audio Video, Performing Art, Intelligenza Artificiale, Interaction Design, Tech Media. DIGICULT è una realtà costituita dall’unione di diverse entità umane, artistiche e professionali che gravitano da tempo nei territori della cultura digitale e delle arti elettroniche, nonchè in quei territori di confine che caratterizzano la comunicazione attraverso i nuovi media >>> URL

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1 commento

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