NUMEROZERO – Report

Nuova pagina 1

Bilancio compulsivo del NUMEROZERO

La prima data di DJCINEMA è stata messa in archivio. Come previsto dal nome stesso dell’evento – NUMEROZERO – non si pretendeva di generare all’ingresso del S’agapò file di gente accalcate e smaniose d’assistere al film di Hou Hsiao-Hsien ed al set di TULLIO. I presenti ci sono sembrati in larga parte piuttosto in difficoltà col film proposto ed allo stesso tempo incuriositi dall’idea alla base di questo nostro insolito progetto.
Insolito per sue ordini di motivi: se da una parte è esperienza ormai antiquata la visione colletiva di film (escludendo ovviamente la sala cinematografica che comunque in un certo qual modo rimane pur sempre uno strumento individuale ed individualizzato di fruizione d’un prodotto culturale) dall’altra la proposizione d’un set all’interno d’un contesto non votato al 100% al ballo sono sembrati i due principali motivi della strana natura di questo DJCINEMA numerozero. Ovviamente la data del 27 dicembre non ha aiutato per niente, essendo la città in quei giorni particolarmente "svuotata". Poco male. A noi questo serviva da rodaggio ed al contempo come tentativo di mettere in moto quei legami attraverso i quali vorremmo costruire la rete collaborativa attorno alla quale dare forma definitiva a DJCINEMA. Abbiamo altresì contratto un debito nei confronti di TULLIO che con la sua musica è entrato in un raffinato contatto con ‘Millennium Mambo’ (il film proposto durante la serata).

Una notazione generale mi porta ad una riflessione piuttosto cupa sui destini dell’elettronica nella (ex) capitale morale d’Italia. Da qualche mese si assiste ad uno svuotamento pressocchè costante da parte del pubblico nei confronti di quei promoter e locali che si assumono l’onere di proporre modi alternativi al solito nightclubbing. Al di là dell’inflazionatissimo richiamo all’età tennager dei fruitori dei club cittadini si evidenzia una incapacità di fideizzazione nei confronti di quel pubblico più maturo e stanco dell’approccio "commerciale" alle serate fuori casa. Dal mio punto di vista si denota una difficoltà d’attrazione del pubblico ad eventi che articolino un senso appena più complesso della serata danzante. E’ come se un volume appena più basso spaventi. E’ come se ci fosse il terrore di sperimentare eventi non già dotati d’una propria fama o nome caratterizzante. L’appiattimento dei gusti e l’omologazione dell’offerta sono fatti all’interno dei quali tutti siamo costretti a fare i conti. L’accettazione supina dell’attuale status quo non gioverà a nessuno: sia esso pubblico o promotore, musicista o guardarobiere, buttafuori o spacciatore.

A.

…..

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...